Prigione #3 - aprile 1993

Prigione #3 - aprile 1993_scan
Prigione #3 - aprile 1993
Prigione #3 – aprile 1993 –

Lunghe infinite ore vuote madri-matrigne d’ignavia tarli infaticabili e mortiferi dei miei circuiti di neuroni. Passo e ripasso sulla mia orma come il giaguaro imprigionato che non ha pensiero ma ossessione: feretro viola della mia pazzia. Occhi instancabili violano il mio spazio, l’ombra e la luce. Per pregare, per piangere, dove posso nascondermi: e per vivere Fredde luci vaganti dell’alba vi incontro alla fine di un sogno come un incubo irrinunciabile. Un altro giorno che vorrei non vivere. e profundis clamavit ad te a questa profondit ti chiamo e ti richiamo anima del mondo. u che ora tieni la falce alle mie spalle.

Aprile 1993